Corazza e Bassi (IDV): la chiusura di una Cardiochirurgia non sarà un disegno per finanziare il sistema di sanità privata a scapito del pubblico?

Marzo 6th, 2009

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Il centrodestra propone di chiudere una Cardiochirurgia. Per loro, in Friuli Venezia Giulia, due sono troppe. Nel 2008 la Cardiochirurgia di Cattinara ha effettuato 570 interventi di cui solo 240 riguardavano pazienti triestini. La lista d’attesa, piuttosto lunga, vede 180-190 pazienti in attesa. Il reparto di Udine ha lo stesso volume di attività e, in più, esegue anche trapianti di cuore.
Il nuovo piano sanitario regionale prevede una sola struttura, o Udine o Trieste. Ma benché l’assessore regionale alla sanità Vladimir Kosic insista che non ci sono ancora ipotesi concrete, l’allarme è già scattato.

“Se si deve guardare con coerenza all’obiettivo che è sicuramente quello di migliorare il servizio al malato fornendolo in modo tempestivo e di qualità – afferma il Coordinatore regionale di Italia dei Valori Paolo Bassi - appare contraddittorio pensare di chiudere strutture in grado di servire un ampio bacino di utenza ad un livello qualitativo di eccellenza. Ci auguriamo, come Italia dei Valori, che il polo Cardiochirurgico di Cattinara possa mantenere la propria piena operatività. Se la sanità pubblica presenta ritardi od inadempienze è necessario guardare ad una maggiore efficienza che passi attraverso il recupero del merito focalizzando l’obiettivo sui servizi al malato”.

Gli fa eco il consigliere regionale IDV Alessandro Corazza secondo il quale “è bene tendere ad una maggiore efficienza ed economicità dei servizi pubblici, anche tagliando eventuali doppioni laddove presenti, ma sempre se l’intento è quello di creare delle eccellenze regionali che meglio soddisfino le richieste e i diritti dei cittadini. Non vorrei – ha continuato - che siccome la legge sulla riduzione delle liste d’attesa in discussione in questi giorni in Consiglio regionale prevede che in caso di lunghe attese il cittadino si possa rivolgere al privato a spese della Regione, la chiusura di una cardiochirurgia sia in realtà un disegno per finanziare il sistema di sanità privata a scapito del pubblico. Sarebbe una cosa inaccettabile”.

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Bruno Bonetti nominato presidente della consulta cultura del comune di Monfalcone

Febbraio 28th, 2009

Il signor Bruno Bonetti, nostro recente iscritto di Monfalcone (GO), ci comunica che in questi giorni è stato nominato presidente della consulta della cultura del comune di Monfalcone.
La consulta è composta da una settantina di associazioni culturali e, pur essendo un organismo di carattere consultivo e propositivo, è di forte valenza qualitativa che consente, a chi lo rappresenta, una visibilità di grande prestigio.

Ci rallegriamo con Bruno per l’ importante nomina ottenuta e gli auguriamo buon lavoro.

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La morte dello stato di diritto?

Febbraio 27th, 2009

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Il Parlamento italiano ha emanato alcuni giorni fa il Decreto Legge sulla sicurezza e, analogamente, anche in Friuli Venezia Giulia è in discussione un Disegno di legge che riguarda la competenza residuale che la Regione riveste in questa materia. Si sta infatti riunendo in queste settimane il Comitato ristretto della V Commissione consiliare, rappresentato per il gruppo Italia Dei Valori – Cittadini da Alessandro Corazza, per cercare la massima convergenza su un testo comune che disciplinerà in particolare la polizia locale.
Nell’ipotesi presentata inizialmente dall’Assessore leghista Federica Seganti, la Regione assumeva un ruolo centralistico prevedendo addirittura l’istituzione di un’unità di pronto intervento regionale, con sede a Palmanova, che in caso di necessità sarebbe probabilmente dovuta “correre” in uno dei più di duecento Comuni della nostra Regione.
Inoltre si prevedeva, oltre alla creazione di una Scuola per la Polizia locale del Friuli Venezia Giulia, anche l’istituzione di un comitato tecnico regionale per la polizia locale e di una Conferenza regionale sulla sicurezza integrata con compiti di confronto, di proposta e di monitoraggio, composta da una quindicina di soggetti ma la cui effettiva utilità per i cittadini, in rapporto ai costi, non è tuttora ben definibile.

Sempre nella bozza iniziale della Giunta, al personale di Polizia locale veniva inoltre assegnata per legge l’arma, con tutti i rischi che ne conseguono, distaccandosi quindi dalla normativa nazionale che demanda invece ai regolamenti del Comune tale facoltà di scelta. Un’impostazione centralistica che è stata contrastata dall’opposizione che individua invece, in una materia che è tipicamente legata alle peculiarità del proprio territorio, l’esigenza di rafforzare localmente i Corpi di Polizia municipale implementando strutture, disponibilità e mezzi (come ad esempio il personale, i veicoli, le radio, i servizi telematici e telefonici e la videosorveglianza).

Infine nel disegno di legge si parla genericamente dell’impiego delle Associazioni di “volontari della sicurezza”, volto ad “assicurare una presenza attiva sul territorio finalizzata a fornire assistenza alla cittadinanza”. Questo rappresenta un altro forte elemento di preoccupazione perché, nonostante i richiami dell’Assessore Seganti andassero all’esperienza dei “nonni vigili” più che alle “ronde padane”, i “volontari per la sicurezza” rischiano in realtà di sfociare in esperienze che alcuni paragonano ad una forma di squadrismo privato, pagato da quella parte della popolazione che non si sente sufficientemente protetta, o di giustizia fai da te, con rischio di “sceriffismo”.
Questo scenario rappresenterebbe indubbiamente la morte dello Stato di diritto, dove invece di stanziare maggiori risorse a bilancio per assumere più personale e rafforzarne le dotazioni, si preferisce demandare a soggetti privati compiti tanto delicati come quello della pubblica sicurezza che la nostra Costituzione rimanda all’esclusiva responsabilità dello Stato.

In quest’ottica, la previsione, presente nel DDL, di finanziamento anche per interventi relativi a “progetti locali di soggetti privati o pubblici” potrebbe aprire le porte a scenari indefiniti che sarebbe più opportuno definire in legge non sapendo se –come ha affermato l’Assessore- il riferimento è effettivamente all’esigenza di alcuni commercianti di installare telecamere o sistemi antifurto e non invece al finanziamento di attività di vigilanza privata che esulano e scavalcano la competenza di Comuni in materia.

Ora, accantonata nel frattempo l’unità di pronto intervento regionale e ridimensionata l’esigenza di armamento della polizia locale, la discussione in Comitato ristretto si concluderà il 12 marzo per poi passare in V Commissione e successivamente in Consiglio per l’approvazione finale del Disegno di Legge.

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SCONTRO CON TONDO SULLE INTERCETTAZIONI

Febbraio 21st, 2009

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I CONSIGLIERI CITANO UNA DELIBERA DEL 2002: FU LUI A ISTITUIRE IL CENTRO COLUSSI E CORAZZA CHIEDONO CHIAREZZA

E’ scontro sul ruolo del presidente della Regione nel caso intecettazioni. I consiglieri di Idv e Cittadini, Piero Colussi e Alessandro Corazza, fanno spuntare dagli archivi la delibera di giunta che istituì il Noava nell’ottobre 2002. L’allora presidente Renzo Tondo e l’allora assessore Danilo Narduzzi, oggi capogruppo della Lega Nord. «Come potevano non sapere?», si chiedono i consiglieri di opposizione.
Sul piano politico il Gruppo consiliare ha annunciato che presenterà una mozione da discutere nella prossima seduta del Consiglio regionale. Sulla questione era intervenuto nuovamente anche il senatore Saro rendendo noto attraverso la stampa di aver depositato una terza interrogazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano. «Adesso, però, basta far melina - hanno detto i consiglieri - se, come fa intendere, il senatore Saro sa chi e come è stato intercettato illegalmente, allora è arrivato il momento che vada alla Procura della Repubblica per l’apertura di un fascicolo che faccia piena luce su quella che appare come una struttura operante al limite, se non addirittura oltre la legge. Anche il presidente Renzo Tondo deve avvertire l’esigenza di fare immediata chiarezza. Siamo convinti che non debba restare nulla di non detto o di nascosto, nessuna ombra, su una vicenda che ha riportato alla nostra memoria anni bui del passato e che debba quindi essere aperta una inchiesta, anche interna, per spazzare via i sospetti che stanno inquinando pesantemente la vita della Regione. Se infatti in questa struttura, dipendente dalla Regione, ci sono state deviazioni dai compiti istituzionali e se sono stati compiuti degli illeciti, immediati e severi devono essere i provvedimenti da assumere per ripristinare la legalità interna e le funzioni istituzionali del servizio.

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Il Presidente del Senato Brasiliano José Sarney riceve la delegazione IDV

Febbraio 19th, 2009

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Le delegazioni di amicizia Italia Brasile, con il Presidente on.Domenico
Scilipoti, il segretario on. Carlo Monai e, per la parte brasiliana, il
Presidente dep. Mauricio Trindade, sono state oggi ricevute dal Presidente del
Senato, José Sarney, al quale hanno rappresentato l`auspicio che
il caso Battisti si risolva con la sua estradizione in Italia. “La decisione
del Tribunale Supremo Federale non deve essere condizionata dalla politica e
deve basarsi sulle carte processuali con cui Battisti e´ stato condannato per i
quattro omicidi commessi durante gli anni di piombo in Italia“ - ha spiegato
l`on.Scilipoti (IdV). “Questa missione bilaterale - ha commentato l`on. Monai
- puo` dare un contributo significativo se non alla soluzione del caso, che
e`affidata alla massima magistratura brasiliana, a sensibilizzare i colleghi
parlamentari del Brasile di quanto siano per noi importanti le ragioni della
Giustizia anche nella logica di rafforzare le buone relazioni gia` esistenti
tra i nostri due Paesi“. Al Presidente del Senato e` stato consegnato un
documento congiunto, elaborato tra le due associazioni dopo una serie di
consultazioni, in cui si rimarcano questi concetti. La predetta dichiarazione
di intenti e`stata presentata e letta ufficialmente durante la sessione
pomeridiana del Senado Federal e la Presidenza ne ha apprezzato e
condiviso il contenuto.
Le delegazioni hanno incontrato, esponendo le motivazioni di questa azione
bilaterale tesa a rafforzare l´amicizia tra il Brasile e l`Italia, anche il
Presidente nazionale del Partito della Repubblica, Valdemar Costa Neto (PR-SP)
e il leader nazionale del Partito dei lavoratori, José Eduardo Cardozo (PT).

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Delegazione dipietrista a Brasilia per chiedere l’estradizione di Battisti

Febbraio 18th, 2009

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Nella foto da sinistra: il senatore Suplicy, i deputati Scilipoti, Trindade e Monai

Presso il Ministero di Giustizia federale a Brasilia le delegazioni delle Associazioni di amicizia tra Italia e Brasile, composte per parte italiana dal Presidente on.Domenico Scilipoti (IdV) e dal Segretario on. Carlo Monai e per parte brasiliana dal Presidente Mauricio Trindade, hanno incontrato il Vice Ministro Pedro Abramovay (il Ministro Tarso Genro si trova in missione in Europa), il senatore Eduardo Suplicy e il Deputato Jose` Eduard Cardozo (segretario politico del PT partito dei lavoratori) per discutere del caso di Cesare Battisti. L`incontro si é articolato sulla base della richiesta congiunta delle due associazioni parlamentari di estradare l`ex terrorista e di riesaminare le condizioni, giudicate insussistenti, per il concesso status di rifugiato politico. Il ViceMinistro Abramovay ha voluto rimarcare la massima considerazione dello Stato Brasiliano verso lo Stato Italiano e le sue autorita` giudiziarie, sottolineando che la concessione dell`asilo politico e` stata una scelta personalizzata e storicizzata al caso specifico, su cui ha pesato anche la concessione a suo tempo fatta dalla Francia ai tempi della cd. dottrina Mitterand. Le delegazioni hanno auspicato che, ferma la competenza del Tribunale Supremo Federale il cui verdetto e` atteso tra qualche settimana, sia possibile continuare nella ricerca di soluzioni politiche che garantiscano il rispetto della Giustizia e le buone relazioni tra i due Paesi. “La nostra missione può aiutare la soluzione del caso Battisti grazie al fatto di essere bilaterale r trasversale” afferma in una battuta l’on. Carlo Monai alle domande dei giornalisti intervenuti.

Nel pomeriggio, alle ore 16,30 locali, le delegazioni continueranno le consultazioni con la Presidenza della Camera dei Deputati e domani con quella del Senato federale

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Bassi: Italia dei Valori scende in Piazza contro la Legge Gelmini

Febbraio 17th, 2009

Anche questo fine settimana in tutti i capoluoghi di provincia del Friuli Venezia Giulia, Italia dei Valori proseguirà nella raccolta firme per la petizione a sostegno del mantenimento del tempo pieno nelle scuole elementari e medie della regione.
“Oramai il tempo pieno per molte famiglie è divenuta una scelta necessaria, visti i notevoli impegni lavorativi che spesso entrambi i genitori devono sostenere – afferma Paolo Bassi neo-eletto coordinatore regionale IdV - , avere la garanzia che anche nelle ore pomeridiane i propri figli possano beneficiare di un’attività didattica di qualità riteniamo sia basilare. L’istruzione è un valore inalienabile sul quale l’attuale governo sta giocando passando sulla nostra testa e su quella dei nostri figli. Oltretutto proprio in Friuli Venezia Giulia vi sono stati alcuni tra i primi esperimenti di tempo pieno già a partire dagli anni ’70. E’ per questo motivo che proprio dal Friuli Venezia Giulia, IdV intende rilanciare il tema della qualità didattica nella scuola pubblica ed in particolare del tempo pieno, che grazie al doppio organico può garantire un servizio di alta qualità formativa, mentre le presenti condizioni ottimali diventerebbero insostenibili in un contesto di riduzione di personale come previsto dalla Legge Gelmini. Già ora è previsto che molte centinaia di insegnanti perdano il posto di lavoro, in seguito alle modifiche apportate dalla Legge Gelmini, quindi oltre all’aspetto formativo si presenta un gravissimo problema sociale proprio in un periodo di grave crisi economica.
Per questi motivi Italia dei Valori dopo aver contrastato in Parlamento una legge che anziché portare a soluzione i problemi della scuola tende a crearne di nuovi e gravissimi, non potendo lanciare un referendum abrogativo (che causa le modifiche di spesa apportate dalla legge sarebbe incostituzionale), ha deciso di lanciare una petizione, perché è l’unico strumento col quale migliaia di famiglie e di insegnanti potranno far sentire la propria voce di disapprovazione.
Queste firme oltre che essere presentate nelle mani dei Presidenti di Camera e Senato ed al Presidente del Consiglio Regionale, saranno l’occasione per far rientrare il problema della scuola e dell’offerta formativa nel dibattito politico regionale e nazionale.
Italia dei Valori non si rassegna affinché il tempo pieno nelle scuole del Friuli Venezia Giulia possa essere mantenuta ad un livello qualitativo ottimale, in questa battaglia abbiamo già ricevuto l’adesione del PD – conclude Paolo Bassi- speriamo insieme a loro di sensibilizzare migliaia di genitori a non rassegnarsi”.

Paolo Bassi
cell. 3486189075

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Conclusa la stagione congressuale: Bassi si riconferma al vertice

Febbraio 15th, 2009

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Nonostante tutte le polemiche e le traversie che in vario modo avevano alimentato voci di rottura all’interno dell’IDV regionale, Paolo bassi ne esce vincente e ulteriormente rafforzato dalla scelta unitaria che si è riuscita esprimere in questo congresso. Oltre ai delegati aventi diritto al voto , in rappresentanza degli oltre 700 tesserati, hanno partecipato all’assemblea anche molti iscritti. Sono state presentate due mozioni, rispettivamente da Paolo Bassi e Giorgio Ellero. Una terza mozione era stata annunciata da Elena Guerra che poi si è persa sul filo di lana del limite temporale posto, per la presentazione, dal presidente e garante On. Ivan Rota.
Dopo la presentazione delle rispettive mozioni, si è passati alla discussione. Dai numerosi interventi, che si sono succeduti, sono emerse subito spinte che caldeggiavano ad una soluzione unitaria che si doveva ricercare considerando molto piccole le sfumature che differenziavano le due tesi proposte. Viene decisa allora una pausa di chiarimento dopo la quale il presidente Ivan Rota, annuncia l’accordo positivo avvenuto tra i due candidati, con la decisione di Giorgio Ellero di sottoscrivere la mozione di Paolo Bassi, confermando con ciò la fine di ogni posizione velleitaria in questa ritrovata unità fondata sui valori della trasparenza e legalità.
Si è proseguito quindi alla elezione per acclamazione del neo coordinatore Paolo Bassi che, nel conciso intervento conclusivo, ringrazia tutti per la fiducia accordata e ribadisce brevemente le principali linee politiche future che, anche in vista delle prossime tornate elettorali, vedono il PD nostro alleato e interlocutore primario ma contemporaneamente mantenendo una via preferenziale anche alle liste civiche.
Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal nostro deputato On. Carlo Monai afferma: « Idv si prepara all’appuntamento delle amministrative con l’intenzione di presentare ovunque sarà possibile il simbolo del partito guidato da Di Pietro. La nostra volontà - prosegue Monai – è quella di presentarsi ovunque con una nostra lista favorendo comunque la convergenza con il Partito democratico e le liste civiche»

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FOIBE: DI PIETRO, PDL PER RISARCIMENTO ESULI

Febbraio 10th, 2009

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“L’Italia dei Valori ha presentato un progetto di legge per risarcire definitivamente gli esuli istriani, fiumani e dalmati, per sanare una ferita ancora aperta della nostra storia recente”. Lo afferma il Presidente di IDV Antonio Di Pietro.

“Questo Pdl – prosegue Di Pietro – cui ha dato un grande contributo il nostro deputato friulano Carlo Monai, vuole finalmente risarcire quelle migliaia di famiglie che dal secondo dopo guerra, dopo aver subito un esodo forzato e dopo aver subito l’umiliazione da parte dello stesso governo italiano che non fu in grado di tutelarne i diritti, stanno ancora attendendo quanto negli anni è stato più volte promesso e mai rispettato”.

“La nostra proposta – conclude Di Pietro – vuole rimarcare il definitivo riconoscimento storico che queste famiglie, assieme alle migliaia di vittime infoibate e alle vittime non più ritrovate, si sono visto negato per molti anni”.

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Parte da Aquileia la grande petizione popolare in difesa della scuola pubblica – Mauro Travanut si associa con entusiasmo all’iniziativa IDV

Febbraio 8th, 2009

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Nella foto da sinistra: il neocoordinatore provinciale di Udine Giovanni Crosato, il sindaco di Aquileia Aviano Scarel, l’on. Carlo Monai e il consigliere regionale Mauro Travanut

Parte dalla “mater Aquileia“, mito della cultura, antica metropoli romana da cui si è irradiato il cristianesimo e divenuta sede di un patriarcato sopravissuto per circa un millennio, oggi patrimonio mondiale dell’Umanità, la nuova campagna di Italia dei Valori a favore della scuola: tre petizioni popolari, dirette al Consiglio regionale FVG e ai due rami del Parlamento, con cui i cittadini chiederanno che il “tempo pieno” nella scuola pubblica resti di qualità. “Con la riforma Gelmini del “maestro unico” - ha spiegato l’On. Carlo Monai - il Governo aveva annunciato che una parte dell’esubero di insegnanti sarebbe stato destinato al potenziamento del modello del tempo pieno scolastico, ma la Circolare ministeriale n. 4 del 15 gennaio 2009 smentisce queste promesse, perchè si vietano le compresenze degli insegnanti che erano, fino ad oggi, garanzia di qualità e di programmazione didattica di questo modulo. Ad Aquileia, dove dai primi anni ‘70 è stato sperimentato il tempo pieno scolastico con grande successo, sabato 7 febbraio è partita la raccolta delle firme, che proseguirà in tutta la Regione per tutto il mese di febbraio”. Alla conferenza stampa erano presenti i sindaci del Circolo didattico, tra cui il sindaco di Aquileia, Aviano Scarel, il deputato e garante regionale IDV, Carlo Monai, il consigliere regionale PD, Mauro Travanut, il consigliere regionale IDV Enio Agnola e il consigliere provinciale dell’IDV udinese Paola Schiratti. “La nostra regione è tra le prime nella classifica delle migliori scuole italiane ed europee ed ora, con i recenti provvedimenti governativi, rischia di scivolare perdendo l’eccellenza che con fatica avevamo raggiunto” – ha proseguito l’On. Carlo Monai – “La scuola è un valore che dobbiamo difendere ad ogni costo perchè è il futuro dei nostri figli e della nostra società. Oggi le esigenze della globalizzazione, del lavoro femminile, dell’integrazione multietnica, particolarmente sentite in un territorio di confine e operoso come il FVG, impongono che lo Stato e la Regione investano sul tempo pieno scolastico di qualità”. Concetti ripresi anche dal Coordinatore provinciale Crosato e dal Consigliere regionale Agnola. Paola Schiratti ha denunciato come la Regione abbia destinato oltre un milione di euro per installare le telecamere nelle classi scolastiche per contrastare il bullismo, quando le risorse dovrebbero essere investite, prioritariamente, al miglioramento dell’offerta scolastica. Il consigliere regionale del PD, Mauro Travanut, a nome del suo partito, ha appoggiato le tre petizioni popolari e la sua adesione è stata subito raccolta con la ristampa della modulistica per la raccolta delle firme: al simbolo di IDV sarà affiancato, così, quello del PD. in una ritrovata unità nella diversità.

Download moduli petizione:petizione-camera.pdfpetizione-regionale.pdfpetizione-senato.pdfpetizione-retro.pdf

NB! I moduli sono tre e tutti hanno lo stesso retro. Le firme devono venir apposte su tutti e tre i moduli.

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